Vent'anni fa...


Vent'anni fa', in questo periodo, dovevo ancora compiere 14 anni e iniziavo il primo anno di liceo.
Camminavo timorosa tra i corridoi, in una scuola immensa rispetto alle scuole medie di quartiere, dove non conoscevo nessuno, tranne la mia migliore amica che però frequentava un'altra classe.
Portavo i capelli ricci, sempre legati, nessun trucco sul viso, i jeans larghi, magliette strette e felpe di pile all'epoca molto di moda.
Ero timida ma anche chiacchierona, scrivevo sulla Smemoranda non solo i compiti.
Avevo delle corrispondenti, in Italia e all'estero.
Si chiamavano Marta, Melanie, Giulia e tante altre.
Spendevo molti soldini dal tabacchino a comprare francobolli e il giorno, quando tornavo da scuola, speravo di trovare nella buchetta una nuova lettera da leggere e rileggere e a cui rispondere appena finito i compiti.
L'emozione di aspettare una lettera non si può spiegare ad un ragazzo che ha oggi quattordici anni.
La cura con cui veniva scritta, ricamata di fiori e cuori, le cancellature, le sbavature del polso sul foglio.
Mi sembrava, allora, che quel periodo non sarebbe mai finito e invece ora non scrivo una lettera da un decennio, mando whatsapp compulsivi e i tanto odiosi messaggi vocali.
Quelle lettere le ho conservate tutte in qualche scatolone in garage.
Sarebbe bello un giorno rileggerle con Viola.

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